Premiazioni Gran Prix Unicredit Fidal, tra piste reali e piste virtuali

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Premiazioni Gran Prix Unicredit Fidal, tra piste reali e piste virtuali

Messaggio  Annibale Barca il Dom Mar 04, 2018 11:07 am

Sabato scorso, in quel di Madonna Alta a Perugia, ho avuto il privilegio di partecipare alla premiazione del Gran Prix Fidal, tradizionalmente sponsorizzato dalla banca Unicredit. E' stata una bella manifestazione celebrativa la quale, oltre a premiare i faticatori di quella sorta di trofeo fedeltà -simile a quello che i clienti dei supermarket ricevono in base all'entità dei loro acquisti annuali- che è sostanzialmente il Gran Prix, ha voluto rendere un meritato omaggio agli atleti umbri che si sono distinti sia in Italia e sia all'estero. Ovviamente, come d'altronde è giusto che sia in simili occasioni, non poteva non prevalere un generale encomio per un movimento podistico amatoriale in crescita, soprattutto per quanto riguarda i tesserati Fidal. Sebbene su quest'ultimo aspetto è probabile che qualche iscritto e/o dirigente dei cosiddetti enti di promozione avrebbe qualcosina da puntualizzare. 
   Ma a parte le doverose autocelebrazioni, c'è stato un tema emerso nel corso dell'evento che mi è sembrato degno di una particolare attenzione: la condizione dell'attività su pista. Un tema portato all'attenzione dal responsabile Fidal del settore, il quale ha rivolto un appello ai praticanti di questo nobile sport in favore di un settore particolarmente disertato in Umbria, malgrado alcune importanti eccellenze presenti in Regione.  Appello che personalmente mi sento di sottoscrivere in toto, in quanto considero da sempre l'attività in pista assolutamente propedeutica per la diffusione del podismo, soprattutto a partire dalle fasce più giovanili della popolazione.  Tuttavia, quando si parla di attività su pista, bisognerebbe specificare se ci si stia riferendo a qualcosa di reale o di virtuale, visto che impianti degni di questo nome, soprattutto in condizioni accettabili, se ne contano ben pochi in Umbria.  
  Da questo punto di vista, come semplice cittadino-praticante, non mi aspetto ovviamente che la Fidal e il Coni possano direttamente realizzare impianti da svariati milioni di euro. Mi aspetto però dai responsabili di questi Enti una chiara e univoca azione di pressione, per così dire, politica onde sollevare, tanto a livello di amministrazione locale che centrale, l'annoso problema delle piste d'atletica in Umbria.  In questo senso ci vuole qualcosa di più dell'incenso per promuovere iniziative e reperire, anche a livello europeo, investimenti adeguati.
  Anche perchè se non ci sono le piste, of course, non possono esserci nemmeno i praticanti.

                                                                      Annibale Barca

Annibale Barca

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