Atletica in Umbria
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Un cross da non ripetere

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Messaggio  Annibale Barca Dom Feb 08, 2015 3:29 pm

Non conosco per intero le problematiche che stamani hanno costretto gli organizzatori a modificare il percorso della campestre "Cantine di Caprai" (grosso modo mi sembra di aver capito che fosse impraticabile il tracciato che gira intorno ai locali dell'azienda ospitante); tuttavia la scelta di introdurre una salitaccia così lunga e pendente all'inizio del giro non mi è sembrata una gran genialata, ad essere sinceri. Forse inserendo ulteriori serpentine tra gli ampi filari si sarebbe potuto evitare uno sforzo che, francamente, con tutte le visite mediche del mondo può comunque risultare eccessivo per i podisti attempati e per tutti coloro i quali, a causa di strutture non troppo esili, abbisognano di vari minuti prima di rendere ottimale lo scambio energetico. A parte ciò, sono rimasto anche sconvolto dalla pressoché inesistente tenuta delle chiodate (avevo montato chiodi da 1 cm specifici per il fango). Persone che normalmente mi arrivano ad una certa distanza, con scarpette da trial mi hanno passato in discesa a doppia velocità. E' la prima volta che mi capita. Evidentemente lo strato molle era talmente profondo da impedire agli stessi chiodi di bloccare la scarpa. Per questo, sempre col beneficio dell'inventario, forse si poteva prendere in considerazione il percorso interamente pianeggiante che per alcuni anni era stato luogo del medesimo cross. Brisa par criticher.

    Buone corse.

                                                 Annibale Barca

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Un cross da non ripetere Empty forte o piano? non dipende dal percorso

Messaggio  Pour parler Lun Feb 09, 2015 11:12 pm

Sì, si poteva prendere in considerazione, ma per fortuna non lo si è fatto. Ho avuto la sfortuna di correrci e me lo ricordo, il famigerato percorso in pianura. La parte all'ombra era brinata e dura come pietra, con in più le impronte dei trattori e le buche. Ricordo ancora il rumore dei chiodi: acciaio su acciaio. La parte al sole invece presentava dei canali degni della Serenissima, alcuni ghiacciati, con lastre taglienti, dalle quali bisognava guardarsi accuratamente. Per non parlare dei tiranti, quasi invisibili. In queste condizioni, per miracolo nessuno si fece male.
Riguardo alla salita, essendo (o potendo essere) l'uomo animale razionale e dotato di libero arbitrio, una volta fatta la ricognizione, sufficit dosare lo sforzo e commisurarlo al percorso. Si può partire forte o piano in salita come in pianura, come anche in discesa.
Pour parler.

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Messaggio  Annibale Barca Mar Feb 10, 2015 12:52 am

Pour parler ha scritto:Sì, si poteva prendere in considerazione, ma per fortuna non lo si è fatto. Ho avuto la sfortuna di correrci e me lo ricordo, il famigerato percorso in pianura. La parte all'ombra era brinata e dura come pietra, con in più le impronte dei trattori e le buche. Ricordo ancora il rumore dei chiodi: acciaio su acciaio. La parte al sole invece presentava dei canali degni della Serenissima, alcuni ghiacciati, con lastre taglienti, dalle quali bisognava guardarsi accuratamente. Per non parlare dei tiranti, quasi invisibili. In queste condizioni, per miracolo nessuno si fece male.
Riguardo alla salita, essendo (o potendo essere) l'uomo animale razionale e dotato di libero arbitrio, una volta fatta la ricognizione, sufficit dosare lo sforzo e commisurarlo al percorso. Si può partire forte o piano in salita come in pianura, come anche in discesa.
Pour parler.

  Che io ricordi si è corso nel 2008 e nel 2009, la prima volta sotto una pioggia battente, e non mi è sembrato così drammatico come il nostro anonimo personaggio lo descrive. Forse stiamo parlando di cose diverse. Quanto al libero arbitrio possiamo pure pensare ad una campestre che arrivi in cima al monte Subasio, magari con la neve. Dato che si parla di cross, corsa notoriamente ondulata ma non troppo, la corsa di domenica presentava un dislivello complessivo, tra discese e salite di circa 450 metri su un percorso di 4,85 km. Roba da montagne russe. Ma se all'amico sta bene, secondo il detto "sta bene a me, sta bene a tutti", allora non ci sono discussioni. Qualunque notazione tecnica diventa superflua.
  Buone corse.

                          Annibale Barca

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Un cross da non ripetere Empty non parliamo di cose diverse

Messaggio  pour parler Mar Feb 10, 2015 2:50 pm

Infatti parlo proprio del 2009. Evidentemente ognuno ha i suoi gusti.
Parlando del dislivello, non mi risulta che nessuno abbia mai contestato o misurato il dislivello del percorso di Scacciadiavoli, con la salita principale proprio in partenza. Anche lì, tra l'altro, il fango faceva spesso degli zoccoli sotto le scarpe di 5-10 cm.
Riguardo all'anomimato, sono anomimo quanto Lei. Lei è registrato, ma anonimo. Nelle classifiche non vedo nessun Barca.
Toujours pour parler.

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Messaggio  Annibale Barca Mar Feb 10, 2015 4:23 pm

pour parler ha scritto:Infatti parlo proprio del 2009. Evidentemente ognuno ha i suoi gusti.
Parlando del dislivello, non mi risulta che nessuno abbia mai contestato o misurato il dislivello del percorso di Scacciadiavoli, con la salita principale proprio in partenza. Anche lì, tra l'altro, il fango faceva spesso degli zoccoli sotto le scarpe di 5-10 cm.
Riguardo all'anomimato, sono anomimo quanto Lei. Lei è registrato, ma anonimo. Nelle classifiche non vedo nessun Barca.
Toujours pour parler.

  Mi spiace per lei, caro amico del sole, ma proprio perché sono registrato non sono anonimo, mentre lo è chi si fa scudo di un numero Id, rintracciabile solo dalla polizia postale. Quanto al presunto cross di Scacciadiavoli c'è poco da dire: non è un cross. Ora, se consideriamo che la salita più lunga, affrontata domenica, partendo dal punto più basso, era di circa 30 metri più corta di quella che porta in cima alla "vetta" di Scacciadiavoli, ma con un dislivello più elevato, possiamo parlare a pieno titolo di corsa in montagna, non certamente di una campestre classica. Se poi per lei sotto l'etichetta di un cross ci sta anche questo tipo di competizione è un problema suo. Per me, senza offesa per gli organizzatori, quello corso domenica non era un cross.
  Buone corse.

                                  Annibale Barca

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Messaggio  JesuisScipione Mar Feb 10, 2015 4:24 pm

Ero presente al Cross del 2009: concordo che dal punto di vista della sicurezza, le condizioni del terreno erano davvero proibitive.
Per quanto mi riguarda, personalmente, sono daccordo con pour parler e rimpiango la bellezza di una gara dura e suggestiva come la Scacciadiavoli.
Trovo però che Annibale abbia fatto una critica motivata dal punto di vista tecnico, e con argomentazioni espresse in modo assolutamente garbato.

Questa discussione è molto più interessante ed opportuna di alcune del forum principale.

JesuisScipione
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Un cross da non ripetere Empty amico del sole sarà Lei

Messaggio  pour parler Mer Feb 11, 2015 3:06 pm

Lo confesso, non sono mai entrato in intimità con il sole, anzi, da bambino me ne stavo rintanato sotto l'ombrellone. Mi vedo quindi costretto a rimandare l'epiteto al mittente.
Quanti cross sono dei veri cross? Certo non quello di Scacciadiavoli, e nemmeno quello che si faceva lungo il Topino. Nè erano cross dei campionati italiani master di cross a cui ho partecipato. Mi è anche capitato di vedere dei campionati mondiali di cross con una salita micidiale da ripetere più volte. Credo che in un circuito vadano assortite gare in pianura e gare con dislivello, sempre che non siano vietate da qualche regolamento, in modo da fare contenti tutti.
Vogliamo anche parlare di gare locali definite "corsa in montagna", che con la medesima nulla hanno a che fare?
Viviamo in tempi di sofismi (io metteri il Gorgia di Platone tra le letture scolastiche obbligatorie), ma se distruggiamo anche la semantica non abbiamo scampo: il dizionario Treccani definisce così un anonimo: persona, autore, che cela il proprio nome". Non mi interessa se gli amministratori conoscano o no le persone registrate che intervengono sotto falso nome. Per me sono anonimi, non conoscendoli io in quanto utente del forum. Dell'approccio legalistico prospettato non so che farmene: il problema è su un altro piano, quello dei rapporti tra persone. Quindi, ho semplicemente espresso, per passione sportiva, il mio dissenso riguardo a quello che ho letto, che era firmato da persona anonima, cioè da persona che cela il proprio nome coram populo. Ho quindi risposto in modo anonimo, in quanto ritengo giusto e logico che quando si interloquisce si sia sullo stesso piano.

pour parler
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Un cross da non ripetere Empty Non giochiamo coi termini

Messaggio  Annibale Barca Mer Feb 11, 2015 8:39 pm

pour parler ha scritto:Lo confesso, non sono mai entrato in intimità con il sole, anzi, da bambino me ne stavo rintanato sotto l'ombrellone. Mi vedo quindi costretto a rimandare l'epiteto al mittente.
Quanti cross sono dei veri cross? Certo non quello di Scacciadiavoli, e nemmeno quello che si faceva lungo il Topino. Nè erano cross dei campionati italiani master di cross a cui ho partecipato. Mi è anche capitato di vedere dei campionati mondiali di cross con una salita micidiale da ripetere più volte. Credo che in un circuito vadano assortite gare in pianura e gare con dislivello, sempre che non siano vietate da qualche regolamento, in modo da fare contenti tutti.
Vogliamo anche parlare di gare locali definite "corsa in montagna", che con la medesima nulla hanno a che fare?
Viviamo in tempi di sofismi (io metteri il Gorgia di Platone tra le letture scolastiche obbligatorie), ma se distruggiamo anche la semantica non abbiamo scampo: il dizionario Treccani definisce così un anonimo: persona, autore, che cela il proprio nome". Non mi interessa se gli amministratori conoscano o no le persone registrate che intervengono sotto falso nome. Per me sono anonimi, non conoscendoli io in quanto utente del forum. Dell'approccio legalistico prospettato non so che farmene: il problema è su un altro piano, quello dei rapporti tra persone. Quindi, ho semplicemente espresso, per passione sportiva, il mio dissenso riguardo a quello che ho letto, che era firmato da persona anonima, cioè da persona che cela il proprio nome coram populo. Ho quindi risposto in modo anonimo, in quanto ritengo giusto e logico che quando si interloquisce si sia sullo stesso piano.

 L'intervento del nostro amico, il quale proprio non riesce a celare una evidente acidità, merita una risposta articolata e approfondita.
In merito al discorso dell'anonimato -da qui la definizione di amico del sole- dire che stiamo sullo stesso piano rappresenta una colossale sciocchezza. Il fatto che il sottoscritto utilizzi uno pseudonimo non cambia di una virgola il concetto. Nel momento in cui mi sono registrato col medesimo pseudonimo le mie argomentazioni fanno sempre riferimento ad una medesima persona, registrata e certificata. Cosa diversa per chi oggi entra col nick di caio e domani con quello di sempronio. Costui rimarrà sempre un anonimo, potendo continuamente cambiando identità. Lo pseudonimo, invece, al pari del nome e cognome, costituisce un elemento identitario convenzionale così come convenzionali sono i dati riportati all'anagrafe.
 In quanto ai requisiti di massima di una corsa campestre, consiglio allo stesso amico anonimo di consultare le indicazioni della Fidal, le quali si rifanno sostanzialmente a quelle della Iaaf. In estrema sintesi, sul piano dei tracciati di gara, si fa espressamente riferimento a percorsi ondulati su terreni in gran parte erbosi, con brevi salite ed eventuali ostacoli di modesta entità, evitando curve e discese pericolose. Mentre sul piano tecnico, è quasi unanime il giudizio di una competizione nervosa, in grado di esaltare la combinazione resistenza aerobica/potenza muscolare. In pratica in queste gare la capacità di rilanciare la spinta correndo quasi in apnea dovrebbe rappresentare il tratto tecnico richiesto agli atleti in gioco.
 Ora, tutto questo non ha nulla a che vedere con la corsa di domenica, così come con quella di Scacciadiavoli, in cui la lunghezza e l'eccessiva pendenza delle salite, coniugate con la difficoltà delle discese, la fanno somigliare ad una corsa in montagna in miniatura. Aggiungo che in questo tipo di percorsi gli atleti più validi nei cross classici, quindi dotati di maggior forza resistente, possono risultare particolarmente penalizzati rispetto a chi conta più sul fondo e la leggerezza.
   Buone corse.

                          Annibale Barca

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Un cross da non ripetere Empty numeri

Messaggio  pour parler Gio Feb 12, 2015 1:27 pm

Non per confutare quanto scritto dall'amico anonimo, ma o si parla di numeri (dislivello massimo in metri per km), o si sta nel campo dell'opinabile, quindi del soggettivo.
Pour parler

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Un cross da non ripetere Empty Aveva ragione Oscar Wilde

Messaggio  Annibale Barca Gio Feb 12, 2015 3:30 pm

pour parler ha scritto:Non per confutare quanto scritto dall'amico anonimo, ma o si parla di numeri (dislivello massimo in metri per km), o si sta nel campo dell'opinabile, quindi del soggettivo.
Pour parler

  Dopo aver inutilmente chiarito la differenza tra l'uso di uno pseudonimo -utilizzato da molti personaggi, più o meno celebri, in ogni campo- e l'anonimato ballerino dei buontemponi che usano cambiare nick a giorni alterni, mi limito a citare un famoso aforisma di Oscar Wilde: "Don’t argue with idiots because they will drag you down to their level and then beat you with experience." Ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale.


                                                     Annibale Barca

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Messaggio  pour parler Gio Feb 12, 2015 11:39 pm

Sofisma: ragionamento falso presentato in modo da simulare il vero. Ci si vuole convincere che qualcuno che nasconde la propria identità non può essere definito anonimo (senza dare al termine connotazioni di alcun tipo): chiamiamolo ignoto. Noto non lo è di certo. Tutti i bizantinismi possibili non cambiano la sostanza delle cose. Se io mi registrassi con lo pseudonimo "pour parler" cesserei di essere anonimo? Ma mi faccia il piacere! direbbe un compianto attore comico.
Una cosa sono i nomi d’arte usati, ad esempio, da cantanti che si presentano al grande pubblico con detti nomi e che, in quell’ambito, con essi si identificano e cercano la notorietà, tutt’altra cosa sono gli pseudonimi usati per nascondersi, per esprimere opinioni senza avere noie.
Espresse queste ultime precisazioni, faccio tesoro dell’aforisma di quella vecchia checca di Oscar, violentato da morto più che da vivo e ridotto, con tutte le cose interessanti che ha scritto, a cava di aforismi prêt à porter: mi astengo da ulteriori repliche.
Sine ira et studio.

pour parler
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Messaggio  repetita iuvant Ven Feb 13, 2015 8:25 am

state andando benissimo: continuate così!  lol!

repetita iuvant
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Messaggio  PIERO Ven Feb 13, 2015 8:48 am

correte meno che vi state bruciando il cervello.. è un sano consiglio !!

PIERO
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Messaggio  jean paul Ven Feb 13, 2015 9:11 am

l'ironia e l'intelligenza sono sorelle di sangue

jean paul
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Un cross da non ripetere Empty Diverso nick, stessa puzza.

Messaggio  Annibale Barca Ven Feb 13, 2015 10:39 am

pour parler ha scritto:Sofisma: ragionamento falso presentato in modo da simulare il vero. Ci si vuole convincere che qualcuno che nasconde la propria identità non può essere definito anonimo (senza dare al termine connotazioni di alcun tipo): chiamiamolo ignoto. Noto non lo è di certo. Tutti i bizantinismi possibili non cambiano la sostanza delle cose. Se io mi registrassi con lo pseudonimo "pour parler" cesserei di essere anonimo? Ma mi faccia il piacere! direbbe un compianto attore comico.
Una cosa sono i nomi d’arte usati, ad esempio, da cantanti che si presentano al grande pubblico con detti nomi e che, in quell’ambito, con essi si identificano e cercano la notorietà, tutt’altra cosa sono gli pseudonimi usati per nascondersi, per esprimere opinioni senza avere noie.
Espresse queste ultime precisazioni, faccio tesoro dell’aforisma di quella vecchia checca di Oscar, violentato da morto più che da vivo e ridotto, con tutte le cose interessanti che ha scritto, a cava di aforismi prêt à porter: mi astengo da ulteriori repliche.
Sine ira et studio.

  Mi viene il sospetto, notando un analogo odore di alimenti digeriti ed evacuati, che il personaggio in questione sia sempre lo stesso che, cambiando a proprio uso e consumo il nick, ogni tanto interviene trolleggiando, per così dire, solo con lo scopo di offendere il sottoscritto. Interventi espressi, come l'ultimo, senza alcun intento di arricchire la discussione, ma solo con lo scopo di creare zizzania. Esorto pertanto il soggetto in questione, usando qualunque identità più gli aggradi, di registrarsi e di smetterla di cercare pretesti per intervenire a sproposito.
   Buone corse.

                                                    Annibale Barca

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Un cross da non ripetere Empty Re: Un cross da non ripetere

Messaggio  Scipione l'Africano Lun Feb 16, 2015 12:14 pm

In realtà, Annibale ha ragione, usando lo stesso pseudonimo, non si è anonimi, contrariamente a chi lo cambia continuamente!!!
Io un giorno mi sono divertito ad incrociare commenti e partecipanti alle gare e il nome di Annibale è saltato fuori in poco tempo!!

Quid tu diceres si me vicisses?

Scipione l'Africano
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Un cross da non ripetere Empty Re: Un cross da non ripetere

Messaggio  Annibale Barca Lun Feb 16, 2015 3:41 pm

Scipione l'Africano ha scritto:In realtà, Annibale ha ragione, usando lo stesso pseudonimo, non si è anonimi, contrariamente a chi lo cambia continuamente!!!
Io un giorno mi sono divertito ad incrociare commenti e partecipanti alle gare e il nome di Annibale è saltato fuori in poco tempo!!

Quid tu diceres si me vicisses?


  Perché non ti registri, amico del sole, invece di proseguire nel trolleggio? Oramai abbiamo capito.

                                                         Annibale Barca

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Un cross da non ripetere Empty narratori di merda

Messaggio  critico letterario Mar Feb 17, 2015 9:37 pm

Per carità, non gli scrivere in latino, ché non lo capisce. Una volta scriveva il suo nome senza l'H iniziale. La cosa che gli riesce meglio è parlare di merda. In quel campo è un vero specialista.

critico letterario
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Un cross da non ripetere Empty Civile erudizione

Messaggio  Annibale Barca Mer Feb 18, 2015 1:11 pm

critico letterario ha scritto:Per carità, non gli scrivere in latino, ché non lo capisce. Una volta scriveva il suo nome senza l'H iniziale. La cosa che gli riesce meglio è parlare di merda. In quel campo è un vero specialista.
 
 Spero che i nostri solerti amministratori non censurino questo istruttivo intervento. Tanta erudita civiltà fa onore allo sport. Complimenti vivissimi!


                                      Annibale Barca

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Un cross da non ripetere Empty perplesso

Messaggio  Scipione l'Africano Gio Feb 19, 2015 8:56 am

Credo che abbia ragione, non capisco la necessità del turpiloquio ne, l'astio personale!!!

Ad Maiora Semper!!!! Crying or Very sad

Scipione l'Africano
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Un cross da non ripetere Empty FORUM X2

Messaggio  C.G. Gio Feb 19, 2015 10:36 am

LEGGO IL FORUM PER ESSERE SEMPRE DENTRO LA CORSA, NON POTENDOLA PIù PRATICARLA, e mi accorgo che spesso è usato da pochi che si conoscono tra di loro,anche se fingono di non conoscersi, nonostante i pseudomini e le citazioni inglesi o latine (l'italiano è la lingua più bella del mondo e la comprendono tutti) e lo usano per dirsi ciò che,forse, non hanno il coraggio di fare guardandosi negli occhi per cui no ritengo tali argomentazioni non più interessanti anche se l'argomentazione di partenza lo era.
Ritengo cmq sempre valido l'essere del forum quando l'argomento proposto è frutto dell'informazione sia essa positiva sia negativa specialmente quando trattata con garbo e cognizione di causa.
La corsa sia essa stessa causa di miglioramento del vivere sia fisico che mentale per cui
usatela(non è un mio comando, ma un ordine della corsa) come tale.

C.G.
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Un cross da non ripetere Empty Re: Un cross da non ripetere

Messaggio  Annibale Barca Gio Feb 19, 2015 10:56 am

C.G. ha scritto:LEGGO IL FORUM PER ESSERE SEMPRE DENTRO LA CORSA, NON POTENDOLA PIù PRATICARLA, e mi accorgo che spesso è usato da pochi che si conoscono tra di loro,anche se fingono di non conoscersi, nonostante i pseudomini e le citazioni inglesi o latine (l'italiano è la lingua più bella del mondo e la comprendono tutti) e lo usano per dirsi ciò che,forse, non hanno il coraggio di fare guardandosi negli occhi per cui no ritengo tali argomentazioni non più interessanti anche se l'argomentazione di partenza lo era.
Ritengo cmq sempre valido l'essere del forum quando l'argomento proposto è frutto dell'informazione sia essa positiva sia negativa specialmente quando trattata con garbo e cognizione di causa.
La corsa sia essa stessa causa di miglioramento del vivere sia fisico che mentale per cui
usatela(non è un mio comando, ma un ordine della corsa) come tale.

   Caro Amico, io non so a chi ti riferisci, ma per quel che mi concerne non ho la più pallida idea circa l'identità degli anonimi che, invece di entrare nel merito delle questioni tecniche sollevate, la buttano regolarmente in caciara, come si suol dire. Quanto alla lingua italiana, condivido l'apprezzamento. Tuttavia ti consiglio un buon ripasso; grammatica e sintassi scricchiolano.

              Buone corse.

                                     Annibale Barca

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Un cross da non ripetere Empty questioni tecniche

Messaggio  critico letterario Gio Feb 19, 2015 11:46 am

Bene, affrontiamo alcune questioni tecniche. Che sappia io, per andare bene in salita servono i watt, cioè la potenza, e ciò vale sia per salite corte che per quelle lunghe. Certo, la potenza va considerata anche in rapporto al peso personale, e più la salita è lunga, più il rapporto peso / potenza diventa rilevante. Resta il fatto che senza potenza di base in salita, lunga o corta che sia, non si va forte.
Corse come Scacciadiavoli, con salite di 2-3 minuti (che c'entra la corsa in montagna, dove si può salire anche per mezz'ora o più?), esaltano pure la resistenza aerobica, oltre che ovviamente la potenza muscolare, che è qui il fattore preponderante, anche perché, partendo dal punto dove si arriva, al dislivello in salita corrisponde quello in discesa. In altre parole, si recupera, e questo contraddice la teoria che in tali gare andrebbe forte chi ha fondo e leggerezza. Al contrario, anche considerando il recupero in discesa, la dote preponderante è la potenza muscolare.
Francamente, non comprendo tanta pignoleria, soprattutto considerando che parliamo di circuiti destinati soprattutto ad atleti di livello medio-basso (tranne ovviamente l'autore del primo intervento) e in cui il fattore ludico è e deve rimanere preponderante.
Riguardo al turpiloquio, "merda" è un termine usato da Dante, padre della lingua italiana. Come si fa a censurare Dante?
Saluti.

critico letterario
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Un cross da non ripetere Empty Re: Un cross da non ripetere

Messaggio  Annibale Barca Gio Feb 19, 2015 2:31 pm

critico letterario ha scritto:Bene, affrontiamo alcune questioni tecniche. Che sappia io, per andare bene in salita servono i watt, cioè la potenza, e ciò vale sia per salite corte che per quelle lunghe. Certo, la potenza va considerata anche in rapporto al peso personale, e più la salita è lunga, più il rapporto peso / potenza diventa rilevante. Resta il fatto che senza potenza di base in salita, lunga o corta che sia, non si va forte.
Corse come Scacciadiavoli, con salite di 2-3 minuti (che c'entra la corsa in montagna, dove si può salire anche per mezz'ora o più?), esaltano pure la resistenza aerobica, oltre che ovviamente la potenza muscolare, che è qui il fattore preponderante, anche perché, partendo dal punto dove si arriva, al dislivello in salita corrisponde quello in discesa. In altre parole, si recupera, e questo contraddice la teoria che in tali gare andrebbe forte chi ha fondo e leggerezza. Al contrario, anche considerando il recupero in discesa, la dote preponderante è la potenza muscolare.
Francamente, non comprendo tanta pignoleria, soprattutto considerando che parliamo di circuiti destinati soprattutto ad atleti di livello medio-basso (tranne ovviamente l'autore del primo intervento) e in cui il fattore ludico è e deve rimanere preponderante.
Riguardo al turpiloquio, "merda" è un termine usato da Dante, padre della lingua italiana. Come si fa a censurare Dante?
Saluti.

   Citando Dante in modo obliquo, mi sembra proprio che questa disquisizione tecnica emani un odorino sospetto. La Salita di Scacciadiavoli è lunga 600 mt, mentre quella affrontata da Caprai, partendo dal fondo, superava i 630 mt. Ora, solo chi non ha alcuna dimistichezza con il cronometro può pensare che un attempato amatore possa percorrere questi tratti impervi in 2/3 minuti. Inoltre una cosa è la potenza muscolare, ossia la forza massima espressa da un gruppo muscolare, un'altra è la forza resistente, un'altra ancora la potenza aerobica, ossia la capacità di usare il massimo consumo d'ossigeno in una certa unità di tempo. Ora, nell'ambito di un circuito di vari km, una salita di 600 e rotti metri, con una pendenza media del 10%, impegnando un atleta che su strada corre a 4'30" per circa 4minuti, tende a favorire atleti agili e potenti sul piano aerobico. Al contrario, gli atleti muscolarmente più forti, essendo dotati di maggior fibra rossa, vanno più rapidamente in acido, diminuendo in modo esponenziale l'efficienza di corsa in rapporto alla lunghezza della salita. Faccio inoltre notare che la gloriosa corsa in montagna di Castel Rigone, valevole come campionato regionale, in rapporto alla lunghezza del percorso, presenta un dislivello complessivo paragonabile a quello della "campestre" di Caprai.
 Per comprendere cosa sia un cross classico, basterebbe rifarsi alle nostre due storiche campestri nazionali: Il Campaccio e La Cinque Mulini.
   Buone corse.

                                               Annibale Barca

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Un cross da non ripetere Empty grazie

Messaggio  C.G. Gio Feb 19, 2015 5:44 pm

Il mio intervento, unico et ultimo, era solo una mia considerazione. Ringrazio il signor Annibale Barca per la chiusura della Sua risposta: 
Tuttavia ti consiglio un buon ripasso; grammatica e sintassi scricchiolano.
Ciò mi dice che Ella ha piacere nel sentirsi maestro in ogni scibile per cui deve sempre trovare un ERRORE nell'altro.
Cortesemente GRAZIE.

p.s.-eliminando gli errori di battitura Le sarei grato se sottolineasse con matita rossa i miei errori di grammatica e sintassi.

C.G.
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